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Si era appena formato il Governo Prodi nel 2006
quando fece capolino una scarna notizia, secondo
cui in Lombardia stava prendendo forma un’azienda
che avrebbe fabbricato film sottili per il
fotovoltaico, mettendo fine alla storica dipendenza
del nostro Paese da Germania, Giappone e Cina,
principali produttori di celle solari al silicio.
L’industria sarebbe nata sotto gli auspici
(e i contributi) del Ministero dell’Ambiente
e della Regione Lombardia che anch’essa
vi avrebbe investito dei soldi se non altro per
competenza territoriale. Punto di riferimento
era allora il Gruppo Marcegaglia che però interpellato
più e più volte non forniva ulteriori
dettagli sulla “prossima” apertura
dello stabilimento.
Pannelli fotovoltaici trasparenti, che possono
essere montati come vetri di finestre o come
coperture di edifici e che producono elettricita'
dal sole, ad un costo ben piu' basso rispetto
alle tradizionali celle al silicio. Adesso il
progetto, nato appunto un po’ in sordina
e senza troppa pubblicità, sembra arrivato
alla sua fase conclusiva, anche se forse il timing
di “consegna lavori” previsto a fine
2008, difficilmente verrà rispettato,
dicono alla Arendi, la branca creata ad hoc
per lo sviluppo della ricerca sul fotovoltaico
della Marcecaglia Energy.
La nuova tecnologia e' stata presentata ufficialmente
nel corso di un convegno organizzato dal Ministero
dell'Ambiente e dedicato ai progetti innovativi
co-finanziati dal Ministero in alcuni paesi del
Mediterraneo: Israele, Egitto, Tunisia, Algeria
e Marocco.
I ''film sottili'', che già vengono prodotti
in Cina Usa Germania e Danimarca sono formati
da una pellicola trasparente simile a quella
per gli alimenti, chiusa fra due lastre di vetro.
La pellicola, a base di telloruro di cadmio,
colpita dai raggi del sole produce elettricita'.
Rispetto alle tradizionali celle fotovoltaiche
al silicio, il film sottile costerebbe la meta
almeno mentre i nuovi pannelli della Arendi dovrebbero
migliorare l’efficienza, che fino ad ora
sarebbe stato il tallone d’Achille della
tecnologia del film sottile, essendo leggermente
inferiore ai pannelli tradizionali in silicio.
Il risultato finale e' un costo di produzione
dell'elettricita' inferiore a uno o due euro
per watt contro quello delle celle al silicio
che e' sui tre- quattro euro per watt. I film
sottili sono gia' utilizzati in Germania e California.
Quelli sperimentati dall'Italia pero' sono un
brevetto dell'Universita' di Verona, che avrebbe
migliorato ancora l'efficienza e ridotto i costi
per produrli. I pannelli sono stati sperimentati
nei paesi mediterranei del Maghreb e del Medio
Oriente. Quindi, e' stata avviata la produzione
industriale, affidata alla lombarda Marcegaglia
Energy. I primi modelli dovrebbero essere sul
mercato entro la prima metà del 2009.
Le possibilita' di utilizzo sono vastissime.
I film sottili possono essere usati come vetri
di finestre, oppure posti sulle facciate o sui
tetti dei palazzi. Secondo le previsioni almeno
il 20% di tutto il fotovoltaico nel mondo si
avvarrà di questa tecnica entro il 2020.
Nel corso del convegno e' stata presentata anche
un'altra tecnologia di utilizzo dell'energia
solare, quella ''a concentrazione'', sperimentata
soprattutto in Israele. I pannelli in questo
caso si limitano a raccogliere il calore, che
produce vapore acqueo. Quest'ultimo puo' essere
usato per produrre energia attraverso piccole
turbine, oppure, con apposite tecnologie, per
riscaldare o raffreddare gli ambienti, facendo
risparmiare elettricita'. Ma questo potrebbe
essere solo l’inizio.
La Stm, infine, sta studiando da tempo un prototipo
di una nuova cella solare che sarebbe pronta
per la produzione entro la fine del 2009. Questa
scoperta si avvale dell’utilizzo
che del materiale plastico che costa molto meno,
fino a dieci- venti volte addirittura, dicono,
del normale silicio.
Le cifre: un singolo watt prodotto da una cella
solare con il nuovo materiale costerebbe circa
0,35 dollari (0,20 euro), mentre oggi un watt
prodotto da una cella solare al silicio ne costa
come detto non meno di 5 dollari (cioè 4
euro). E non stupisce affatto che queste innovative
scoperte arrivino proprio dal nostro Paese, che
sembra riconosciuto da tutti possa rappresentare
sempre più, ora e in futuro, il paese
maggiormente fertile in Europa per lo sviluppo
del fotovoltaico, politiche ambientali del governo
permettendo.
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